ALLE ORIGINI

Anche se la carta è nata in cina intorno al II secolo a.C. sembra che la diffusione della pratica della piegatura affondi le sue origini nel Giappone del VI secolo. Le prime piegature erano destinate al confezionamento delle sostenze medicamentose e delle piante aromatiche. L'origine degli origami giapponesi è strettamente legata alla religione shintoista e la valenza sacrale della carta è anche testimoniata dal fatto che in giapponese la parola carta e dei si pronunciano entrambe kami. Alla base dei principi che regolano l'origami, vi sono i principi shintoisti del ciclo vitale e dell'accettazione della morte come parte di un tutto: la forma di carta, nella sua complessità e fragilità, è simbolo del tempio shintoista che viene ricostruito sempre uguale ogni vent'anni, e la sua bellezza non risiede nel foglio di carta. Alla morte del supporto, la forma viene ricreata e così rinasce, in un eterno ciclo vitale che il rispetto delle tradizioni mantiene vivo.

Uno degli esempi più antichi risale al periodo Heian (794-1185 d.C.). Si tratta di un foglio di carta pieghettato, con il quale si copriva la bottiglia del sakè posta sull’altare come offerta propiziatoria durante le cerimonie religiose. Allo stesso periodo risalgono i modelli stilizzati che rappresentano una farfalla maschio (o-cho) e una farfalla femmina (me-cho). Essi si applicavano al collo di due bottiglie di sakè usate per un particolare rito augurale durante le cerimonie nuziali Shinto, usanza tuttora seguita. Le tecniche per piegare le varie figure vennero tramandate oralmente di generazione in generazione fino all’inizio del XVIII secolo, quando pare siano apparsi i primi libri con istruzioni di piegatura. Venivano pubblicati in prevalenza modelli ripresi dalla tradizione orale : gru, rane, stelle, scatole, bamboline, decorazioni.

UN’ ARTE INTERNAZIONALE

A cavallo tra il XVI e il XVII secolo la piegatura della carta è conosciuta anche in Europa, in particolar modo in Spagna e in Italia. Proprio nel nostro Paese, in quegli anni, si sviluppò un particolare tipo di plissettatura utilizzata per la piegatura di salviette e tovaglioli per impreziosire le tavole del Rinascimento. In occasione delle nozze di Enrico IV, re di Francia, e Maria de’ Medici, la tavola d’onore fu decorata con stoffe e tovaglioli piegati in forma di frutti e uccelli. Figure di carta piegata venivano anche usate dai prestigiatori per stupire l’ingenuo pubblico di allora. A partire dal XIX secolo l’origami si è sviluppato anche in senso creativo, con l’elaborazione di forme più moderne che portano a estremi livelli di raffinatezza e di complessità le semplici regole basilari dei modelli classici. Al fine di facilitare ai ragazzi l’apprendimento della matematica e della geometria, l’arte della piegatura fece il suo ingresso uffiaciale nelle scuole elementari in Francia, nel 1882. Analogamente in Italia, dove Maria Montessori propose l’utilizzo delle tecniche della piegatura della carta per stimolare la creatività dei bambini. Negli anni Cinquanta del secolo scorso il maestro giapponese Akira Yoshizawa mise a punto un linguaggio internazionale di simboli per permettere a chiunque di capire i diagrammi degli origami. Grandi maestri giapponesi, ma anche origamisti occidentali, fanno dell’origami una forma d’arte con cui dare una nuova dimensione alla propria creatività. Grazie alle numerose Associazioni Internazionali che raccolgono appassionati di tutti i paesi, il "saper piegar carta" sta avendo in questi ultimi anni una diffusione sempre maggiore nel mondo.

 

VARIAZIONI

Zhe Zhi: origami cinese

Origami modulare: che realizza forme complesse incastrando modularmente forme base in numero variabile

Kusudama: la realizzazione di sfere rituali con forme generalmente floreali

Origami matematico: che affronta problemi come quello della "piegabilità piana" (ovvero se un modello origami si possa appiattire)

Kirigami: modelli ottenuti tramite tagli e piegature